Il capo come Coach

Il mondo del lavoro si sta evolvendo rapidamente, e la contingenza che stiamo vivendo in quest’ultimo periodo ha accelerato ulteriormente il cambiamento proiettando di fronte a nuove sfide chi ha la responsabilità di coordinare e far evolvere le persone .

In un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi e imprevedibili, diventano cruciali per le organizzazioni capacità quali: flessibilità, autonomia, responsabilità e spirito di squadra. Come svilupparle?

Il lavoro da remoto e l’insorgere di problematiche legate al senso di isolamento o alla difficoltà oggettiva di utilizzare la tecnologia in spazi non idonei sembrano ostacoli insormontabili al lavoro in squadra, e accanto al bisogno delle persone di scambio e relazione interpersonale deve convivere la capacità di lavorare con alti livelli di autonomia e assunzione di responsabilità.

Occorre passare da un modello di leadership basato su “comando e controllo” all’espressione di una Leadership generativa, ovvero una Leadership che genera Leader. Una leadership impegnata nel formare e far crescere più che sul controllare, sul dare direzione più che sul dirigere. Con l’obiettivo di :

  • stimolare la produzione di conoscenza, sia tecnico professionale che relazionale
  • creare fiducia e coesione fra le persone
  • coniugare autonomia e cooperazione

Un leader con una mentalità da Coach, e che del Coaching sappia usare gli strumenti. Ma cos’è il coaching?

“(il coaching)…Consiste in un processo di partnership finalizzato  al raggiungimento degli obiettivi definiti con il coachee (……….) e si basa su una relazione strutturata di reciproca  fiducia. L’agire professionale del coach facilita il coachee a migliorare le sue competenze  mediante la valorizzazione e il potenziamento delle sue risorse. ”                                                                          AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti)

Diventare un capo Coach non significa semplicemente imparare ad applicare una serie di tecniche, ma riflettere su strumenti e capacità personali, esprimere al meglio il proprio potenziale, diventare più consapevoli ( e quindi più padroni) delle proprie emozioni. Si tratta di un percorso in cui competenze tecniche , capacità relazionali e autosviluppo camminano insieme.

Coach in cammino

Vi è mai capitato, durante una passeggiata nella natura, di “vedere” improvvisamente la possibile soluzione di un problema che vi assilla, o come venir fuori da una situazione critica, o ancora quali azioni mettere in campo per raggiungere un obiettivo che vi sta a cuore ?
Il rapporto fra il camminare e l’elaborazione del pensiero è ben nota a molti filosofi e pensatori, i quali trovavano nell’azione del passeggiare il tramite per lo sviluppo di nuove idee e il raggiungimento di una maggiore consapevolezza. Jean Jaques Russeau scrisse “La marcia ha qualcosa che mi anima e ravviva le idee: sono quasi incapace di pensare quando sto fermo, e bisogna che il mio corpo si scuota affinchè lo spirito gli si accompagni”*
In epoca ben più recente, le neuroscienze hanno messo in luce la connessione fra il movimento fisico e la vitalità dell’attività cerebrale. Il salto evolutivo che ha reso l’uomo diverso dalle altre specie animali si è realizzato nel momento in cui ha iniziato a spostarsi sulle zampe posteriori lasciando libere quelle anteriori di realizzare gli strumenti di cui aveva bisogno. A questo passaggio ha corrisposto lo sviluppo della corteccia cerebrale , sede del pensiero astratto, che quegli stessi strumenti ha permesso di immaginarli.
Tutti camminiamo… e il movimento fisico è interconnesso a quello emotivo e mentale
Nel camminare possiamo connettere testa, pancia e cuore: sentire il nostro corpo e ascoltarne i segnali, accogliere le emozioni e il loro fluire, lasciare che i pensieri si formino naturalmente e senza sforzo per condurci ad una più ampia consapevolezza.
“Coach in cammino” è un’esperienza guidata che si può fare sia individualmente che in piccoli gruppi, un modo di lavorare su sé stessi, sui propri obiettivi, blocchi e potenzialità, unendo movimento, pensiero ed emozione.
Si svolge sempre in mezzo alla natura, “via dalla pazza folla”, in profonda connessione con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda.
* Jean Jaques Russeau
“Le confessioni”

I questionari DoLquest

Vuoi sapere quale dei tuoi collaboratori ha il profilo adatto ad uno sviluppo di carriera ? Ti chiedi quali siano le capacità che deve sviluppare in vista di un obiettivo importante , o che cosa può aiutare il tuo Team a performare meglio ?

Sono alcune delle domande a cui rispondono i questionari DoLquest.

Nati in Francia nel 2000, i questionari Dolquest sono attualmente diffusi in molti paesi europei ed extraeuropei e disponibili in due versioni : DoLquest URU per la formazione e il Team Coaching e DoLquest Integral per i percorsi di sviluppo individuale.

Si tratta di  strumenti di assessment che disegnano il profilo completo delle modalità  di approccio alle più diverse realtà professionali di individui e gruppi, attraverso la mappatura di:

  • competenze trasversali attuali
  •  modalità decisionali agite e latenti
  •  tipo di motivazione
  •  potenzialità, risorse e punti d’attenzione

Per le sue caratteristiche peculiari e le diverse forme in cui è disponibile, i questionari Dolquest rappresentano uno strumento fondamentale per

  • avviare e supportare percorsi di coaching individuali e di gruppo
  •  valutare le risorse in termini di competenze trasversali e potenziale
  •  individuare e accompagnare percorsi formativi
  •  realizzare percorsi di formazione sulla comunicazione, motivazione e gestione di un gruppo di lavoro

L’ipnosi Ericksoniana

L’ipnosi è uno stato di coscienza diverso dall’ordinario, caratterizzato da un’attenzione estremamente focalizzata al proprio interno.
Noi tutti ne abbiamo quotidianamente esperienza diretta, ad esempio quando siamo profondamente assorti nei nostri pensieri o in qualche fantasticheria…
La trance ipnotica è quindi di una condizione perfettamente naturale in cui, grazie alla momentanea distrazione della nostra parte più razionale, abbiamo più facilmente accesso alla ricchezza delle nostre risorse interiori.
Nell’ipnosi il terapeuta accompagna il paziente in un percorso di scoperta e di utilizzo delle proprie potenzialità inconsce affinché possano realizzarsi i cambiamenti desiderati. L’approccio ericksoniano si esprime attraverso un atteggiamento di grande rispetto e accettazione dell’unicità della persona, teso a valorizzarne le capacità e la naturale creatività nella soluzione dei problemi.
Alcune persone posseggono la capacità di entrare in trance velocemente, per altre il percorso è più lento e graduale, ma in ogni caso il livello di profondità della trance non è correlato agli effetti benefici che se ne possono trarre
Con le metodiche ericksoniane è possibile ottenere ottimi risultati con livelli di trance minima, in cui il soggetto è consapevole di ciò che sta accadendo e partecipa attivamente al lavoro del terapeuta.

E’ bene comunque sottolineare che attraverso l’ipnosi non è possibile indurre la persona a manifestare comportamenti o prendere decisioni che siano contrari ai suoi valori e ai suoi interessi, come purtroppo viene talvolta erroneamente suggerito da cinema o letteratura.

L’ipnosi è indicata sia per trattare una grandissima varietà di problemi, (tra cui, ad esempio, ansia e fobie) sia per aumentare il benessere e l’efficacia personale.